L’approccio metodologico per lo studio di problematiche geotecniche e di meccanica delle rocce (fondazioni di opere civili, stabilità dei pendii, caduta massi, fenomeni valanghivi, scavo di gallerie,…) prevede una prima fase conoscitiva durante la quale vengono eseguiti rilievi topografici e campagne di indagini geognostiche e geomeccaniche che permettano di ricavare i parametri necessari per qualunque tipo di analisi e verifica di sicurezza: caratteristiche stratigrafiche, meccaniche e dinamiche dei terreni di fondazione, parametri geometrici e geomeccanici degli ammassi rocciosi, …).
Tutti i dati raccolti nel corso della fase diagnostica vengono utilizzati per le modellazioni numeriche necessarie per eseguire le verifiche di sicurezza e le analisi finalizzate alla progettazione di interventi quali dighe, gallerie, edifici, presidi di protezione contro la caduta massi e valanghe, consolidamenti di pareti rocciose.
Dal momento che spesso le formazioni naturali oggetto delle analisi hanno grande rilevanza storica e paesaggistica (archi naturali, grotte), spesso si rende necessario anche il controllo nel tempo dell’evoluzione dei processi deformativi. Diventa fondamentale quindi il ruolo del monitoraggio del comportamento deformativo di fratture o giunti presenti nell’ammasso roccioso. Il monitoraggio costituisce inoltre un presidio indispensabile per il controllo di frane o pareti rocciose in precarie condizioni di stabilità e per la verifica delle condizioni di sicurezza durante l’esecuzione di lavori di scavo per la realizzazione di gallerie o strutture interrate. I sistemi di monitoraggio possono essere dotati anche di segnalatori acustici ed ottici in grado di interrompere il traffico stradale o ferroviario nell’eventualità che le deformazioni superino le soglie prefissate.



